Video Marketing… è qui il futuro!

Il video è il più potente mezzo di comunicazione, che hai per promuovere il tuo brand e la tua azienda.

Questo non è il solito articolo, che snocciola infiniti numeri eclatanti di un trend ma poi si dimentica di spiegarti come fare a cavalcare quel trend.

Oggi in modo veloce e concreto voglio darti un contenuto facile da usare. Al termine della lettura, dopo avermi lasciato un bel Like, dovrai metterti all’opera e girare un grande video per promuovere la tua azienda o il tuo prodotto.

Se sei fra gli scettici sappi che il video marketing non è un trend, è IL trend. Se non ci credi leggi qui: “I numeri pazzeschi dei video. Ecco perché prima o poi dovrai adeguarti!

Se non hai bisogno di essere convinto sull’importanza di arricchire la tua strategia comunicativa con contenuti video, aspetta ancora un attimo prima di schiacciare il tasto REC. Vedrai che la tua pazienza sarà premiata.

Vediamo insieme come preparare la tua strategia video e quindi come passare all’azione. Filmare infatti è solo uno degli ingredienti.

Facciamo le cose per bene e definiamo prima la tua strategia per fare brand awareness.

Perchè fare brand awareness?

Qualche settimana fa ero allo #iabcontent2017 e dal palco Jennifer Hubber, CEO di Ipsos, ha spiegato perchè è fondamentale raccontare il brand.

Brand awareness.png

Brand Awareness

I motivi principali sono:

– Ampliare il proprio network, raggiungendo più persone, contatti e quindi potenziali clienti.

Se stessimo parlando di Funnel di vendita, saremmo in fase di attract.

  • Rendere il tuo brand più facile, più accessibile, più raggiungibile.
  • Rendere il tuo brand più saliente e rilevante in termini di memorabilità, aiutando i tuoi potenziali clienti a ricordare il tuo brand più spesso e più allungo, creando un senso di familiarità e vicinanza al brand.

In termini di memoria si parla di memoria a breve termine e memoria a lungo termine. La memoria a breve termine o Working Memory, è un sistema per l’immagazzinamento temporaneo e la prima gestione/manipolazione dell’informazione. Si tratta di una sorta di link funzionale tra percezione sensoriale ed azione controllata. L’attivazione di questo tipo di memoria accende una luce di breve durata, un flash capace di canalizzare l’attenzione del cliente.

La memoria a lungo termine (abbreviata in MLT) è definita come quella memoria, contenuta nel cervello, che ha una durata variabile da qualche minuto a decenni. Paragonando il nostro sistema cognitivo a un computer, la memoria a lungo termine svolge la stessa funzione di dispositivi per memoria di massa come gli hard disk o una pennetta USB: se il tuo cliente memorizza il tuo brand nella MLT il ricordo rimarrà presente per tutta la sua vita e verrà rievocoto ogni volta che un’associazione lo richiamerà alla sua attenzione.

Ma perchè ti sto parlando di brand awareness?

Perchè devi fare brand awareness! Ogni brand infatti vive 4 stadi di riconoscibilità, ipotizzati da Aaker in forma di piramide, ed il tuo scopo è scalare quella piramide.

La base della piramide è composta dalla Unaware brand: il cliente vedendo il tuo logo/brand non viene assolutamente stimolato, perché non ti riconosce e tira dritto per la sua strada. Spesso ciò avviene anche per clienti che ti hanno acquistato ma che non hanno associato a te e al tuo brand alcuna esperienza rilevante. Salendo la piramide c’è la Brand Recognition (vieni riconosciuto) e più sopra la Brand Recall dove il tuo cliente crea un’associazione stabile tra il tuo brand e la categoria di prodotto di riferimento. Facendo un esempio, vedendo il logo “Tutto Sport”, immediatamente lo identifico come un quotidiano sportivo e lo associo ad una serie di elementi soggettivi, che vi ho legato nel tempo. Infine il vertice della piramide è il Top Of The Mind, dove il brand è la prima cosa che viene in mente per un determinato prodotto. Nel mio caso, se entro in un bar, prima ancora di ordinare il caffè, cerco la Gazzetta, per me l’unico e vero quotidiano sportivo, il cui logo è indelebilmente stampato nel mio cranio.

Ok e perchè ti sto parlando di memorabilità del brand?

Perchè, indovina un pò, quando vado in edicola, secondo te, che giornale compro? e quando cincischio al pc, secondo te, su quale quotidiano on line incosciamente finisco? Legare saldamente il tuo brand alla memoria di lungo termine del tuo cliente significa essere certo, che il tuo cliente tornerà da te e solo da te, ogni volta che necessiterà di soddisfare un bisogno legato ai tuoi servizi e prodotti. Essere in grado di riattivare la memoria a breve termine del tuo cliente attraverso il tuo brand ti garantirà di carpire l’attenzione del tuo cliente rendendo tutta la tua comunicazione, di quanlunque tipo sia, più saliente.

Ed ora parliamo di Soglia di attenzione… l’immagine sotto vale 1000 parole.

Soglia d'attenzione

Soglia d’attenzione

In soglia d’attenzione ci batte perfino un pesciolino rosso.

Uno studio condotto da Microsoft in Canada, ha dimostrato che la nostra soglia di attenzione è passata dai 12 secondi del 2010 a 8 secondi nel 2013. La soglia d’attenzione di un pesce rosso è stabile a 9 secondi. Quella dell’uomo è in discesa sotto soglia 7. Lo so, stai pensando: “Ma noi siamo italiani, mica canadesi!”. Ecco, per l’appunto, forse siam messi peggio 😂.

Ma veniamo al sodo… i video alzano la soglia d’attenzione ed incrementano la memorabilità.

Secondo l’Online Publishers Association, 80% di utenti di Internet che vedono un video ricordano di averlo visto fino a 30 giorni e di questi il 46% è passato all’azione.

E quindi, pronto a girare 🎬?

Per iniziare ti mostro un video. Guarda: https://youtu.be/W4V1V0BtO2k

Il video è artigianale, fatto a budget zero da Sara, che di video non se ne intende per nulla. Il video è imperfetto e quando lo ho mostrato al corso “Video Marketing…è qui il futuro” in Fiera a Rimini, ha generato sorrisi e commenti. Ho ringraziato i partecipanti per la loro critica costruttiva e detto loro: “Lo scopo non era fare un video professionale, avrei preso un professionista” e mi sarei così evitato la prima immagine tremolante o altri piccoli difetti.

Lo scopo è dimostrarti che chiunque a budget zero può iniziare oggi la propria strategia di Video marketing.

Da dove si inizia?

Eccoti la mia personale check list

1_ Definisci il tuo obiettivo

Se il tuo goal è raggiungere grandi masse di pubblico opta per gli Hero video, i cui contenuti devono essere molto coinvolgenti e facilmente condivisibili. Per intenderci, sono i viral ed il loro scopo principale è fare entertrainment.

Se il tuo goal è raggiungere un target più specifico opta per gli Hub video, clip la cui uscita è programmata con cadenza regolare e il cui contenuto è costruito attorno ai principali interessi dei tuoi potenziali clienti. Ad esempio se tu fossi un grande albergo di Parigi, per esempio il Four Seasons Hotel George V, potresti creare un tutorial su come rifare il letto con le classiche lenzuola tradizionali e attraverso il tuo staff mostrare la cura con cui prepari le camere per gli ospiti (i tuoi clienti).

Guarda: https://www.youtube.com/watch?v=AZHOyfx3mU8

Se invece il tuo goal è generare credibilità e dimostrare la tua professionalità, opta per gli Hygiene video, clip sempre presenti sul tuo sito, ideali per spiegare il business in maniera tecnica e particolareggiata al tuo cliente tipo. Il target sarà iper specifico, il tono autorevole e lo scopo trascinare il visitatore o direttamente nel carrello di vendita o su una landing page dove compilare un form e attraverso i contatti passare alla fase ci contatto commerciale.

2_ Ricerca ed esplorazione

Prima di passare alla fase di stesura del copione attraverso lo storytelling, devi raccogliere le necessarie informazioni, per dare sentimento al racconto. Identifica la persona che meglio conosce il cliente target, la Personas, ed intervistala.

Sto anticipando la fase di racconto ma sappi che il tuo video deve avere un protagonista (il cliente) e un problema da risolvere (la sfida).

Io personalmente tengo come bozza, su cui strutturare ogni volta un’intervista efficace, il seguente canovaccio.

Modulo Intervista Storytelling:

3_ Copione – Struttura

Il cuore del video marketing è il racconto della storia. L’intervista e quanto visto fin qui sono i materiali preparatori; il video è lo strumento ma il vero protagonista è la tua storia, la storia del tuo prodotto, la storia del tuo brand.

Come si scrive una storia?

Sono sicuro che chi ha seguito corsi universitari in materia si strapperà i capelli leggendomi ma qui si deve essere pratici e veloci, perchè l’obiettivo non è certo vincere l’Orso d’oro al festival di Berlino o il premio speciale della critica a Venezia, qui conta solo vendere.

E se vogliamo vendere attraverso il video marketing, la strada giusta è quella dello storytelling.

Lo Storytelling è l’arte di raccontare storie, utilizza la struttura a schema classico di scrittura di una storia, ed è impiegata come strategia di comunicazione persuasiva.

Lo schema classico: Prova a chiudere gli occhi e torna ai tempi delle Scuole medie, alla lezione di Antologia, ti ricordi l’esistenza dell’Eroe, dell’antagonista e via discorrendo? Di questo stiamo parlando, si tratta solo di reimportarlo a fini di vendita.

Gli ingredienti classici dello storytelling sono:

  • L’eroe: è la Personas, il cliente che vuoi raggiungere. Al centro del tuo racconto NON deve esserci la tua azienda e tantomeno il tuo prodotto, al centro del tuo racconto deve esserci il cliente, affinchè chi guardi il video possa immedesimarsi nel protagonista, provare empatia e riconoscersi in lui.
  • Call to action: il problema da risolvere in un dato momento si palesa. Te lo ricordi Willy Smith in Indipendance Day? era a casa tranquillo e sereno a far colazione con la famiglia, quando all’orizzonte, sopra la città di Los Angeles appare un’enorme nave aliena, che oscura l’intero orizzonte. Il tuo cliente è Willy con il suo personale problema e spera di risolverlo attraverso l’acquisto del tuo prodotto.

PS: Se vuoi approfondire il concetto del divario fra realtà ed obiettivo (pain) e le conseguenti reazioni del cliente leggi “I Modelli di reazione del cliente”

  • Attraversamento della soglia: L’eroe a seguito della chiamata alle armi, si mette in azione, prende consapevolmente una decisione per risolvere il problema. Il tuo cliente decide di acquistare. Attenzione non sto parlando di quando all’interno del punto vendita afferra il prodotto, sto parlando di quando a casa sul divano decide di muoversi.
  • Il mentore traccia la rotta: L’aiuto esterno che arriva ed indirizza gli sforzi dell’eroe supportandolo ed aiutandolo. Tu, il tuo brand o il tuo prodotto siete Obi-Wan Kenoby il mentore di Luke Skywalker e gli mostrate la via del Jedi. PS: se non hai colto gli analogismi con Star War, hai perso tutta la mia stima 😅. NB: questo è il momento in cui compare il tuo brand. Da qui in poi l’eroe aiutato dal tuo prodotto/servizio supera il problema.
  • Prima sfida: Il tuo personaggio le busca di santa ragione e perde la sfida. Il patos cresce e la frustrazione alimenta la voglia di rivalsa.
  • Cado in tentazione: L’eroe è vittima delle proprie debolezze. L’audience ed il tuo potenziale cliente umanizzano l’eroe provando empatia per le sue disavventure. Soprattutto se il tuo servizio/prodotto richiede un’investimento d’impegno/tempo nell’uso, sfrutta questo ed il momento successivo per rinforzare il concetto di impegno e dedizione.
  • Momento di difficoltà: Cresce il patos per la vittoria finale.
  • Conflitto finale: la grande sfida da vincere viene vinta.
  • Ritorno a casa
  • Introduzione al mondo del protagonista: Spaccato di quotidianità. La minaccia è finalmente dietro le spalle ed il tuo prodotto è entrata nella nuova quotidianità dell’eroe.

Nello sviluppo di uno storytelling per il business, utilizzando canali digitali (contingenza di tempo) alcuni passaggi devono essere obbligatoriamente ridotti, accorpati e tagliati.

La mia personale scaletta che mi permetto di consigliarti, per contenere la durata del video (non deve superare i 3 minuti) taglia alcuni aspetti. Ma vediamola insieme:

Scaletta Storytelling.png

Copione Video Storytelling

#1_ Eroe e #2_ Call to action: Come detto sopra sono il tuo cliente ed il problema che vuole superare con il tuo prodotto.

#3_ Mentore: Tu e/o il tuo prodotto

#4_ Il momento di difficoltà è necessario nella vendita di subscrition o dove vi sia una fatturazione ricorsiva (periodica e ciclica), perchè in questo modo preparo il cliente alle immancabili difficoltà iniziali e riduco le probabilità d’interruzione d’uso del prodotto/servizio. Attenzione, soprattutto nel B2B, qualche volta ci sta anche nel B2C, è meglio se anticipi #5_ la soluzione finale illustrandola e #6_ presentando prove di ciò che stai affermando, come dati di ricerche che testimoniano la bontà e la giustezza della tua proposta di vendita (il mentore).

#7_ Conflitto finale: L’eroe usando il tuo prodotto supera il suo problema e pienamente soddisfatto torna ad una #8_ nuova quotidianità, dove il tuo prodotto è amico e supporto sempre presente.

4_ Story Board

Definito il copione devo tramutarlo in strumento utile per la video ripresa, sopratutto se il pollicione sul tasto rec non è il tuo ma quello di un tuo collaboratore o un professionista esterno.

Lo story board lo trovi qui… Slide 14, insieme ad altri contenuti aggiuntivi

5_ Raccolta – creazione (immagini, video & audio)

Il consiglioè usare un video maker professionista, se hai budget.

Se non lo hai, prendi il membro dello staff con maggiore abilità. L’attrezzatura per un video amatoriale/ semi-professionale lo hai già.

Ti basta il tuo smartphone. Un treppiede se non hai la mano ferma e qualche supporto luce.

Il treppiede lo trovi su Amazon a cifre davvero modiche. Sempre su Amazon trovi supporti luce di tutti i tipi, come gli ombrellini argentati per riflettere e rendere la luce più naturale. In passato, nei primissimi video, ho usato i faretti da muratore (29,00 euro ad un Bricoman).

Al corso una delle principali obiezioni fattemi, è stata: “Ma un video amatoriale non rischia di peggiorare il percepito della mia azienda?” e “Il video non dovrebbe essere di altissima qualità per elevare l’immagine del brand?”.

La mia risposta è stata: “Si, se hai budget”.

La premessa doverosa è: “La perfezione non esiste, è una chimera che si allontana ogni volta che ti sembra di averla raggiunta”.

Detto questo è possibile rendere l’amatorialità un valore aggiunto se non hai budget.

Se affidate ad un membro dello staff l’onere di girare il video, l’incipit iniziale potrebbe essere proprio quella persona che afferma: “Oggi vi voglio raccontare una storia, che mi ha particolarmente soddisfatto…”

Al termine del video, quando lo condividerete sui vostri cani sociali e web basterà scrivere una cosa tipo questa: “Ecco un video amatoriale girato da un entusiasta nostro collaboratore con protagonista un cliente soddisfatto. Noi “nome del brand” non potevamo non condividervi questo incredibile contenuto, la cui naturalezza e veridicità ci ha colpito. Le riprese non sono quelle di un professionista ma la professionalità di Luca (il nostro collaboratore) non si esalta certo dietro a una video camera”.

6_ Montaggio editing

Se vi siete rivolti ad un professionista, lo farà lui.

Se lo avete prodotto in autonomia, i tools per montare video sono numerosi e persino gratuiti.

Ve ne elenco qualcuno:

  • Adobe Premiere Pro by Adobe (Photoshop): multipiattaforma (windows e Ios), professionale (non dei più semplici e a pagamento, i primi 30 gg sono free).
  • Lightworks. multipiattaforma (windows e Ios), professionale (non dei più semplici), free nella versione base.
  • Avidemux. multipiattaforma (windows e Ios) con un’interfaccia un po’ spartana ma in lingua italiana, è free e veramente completa per effetti e possibilità d’esportazione.
  • Imovie (ios), gratuita e già installata sui dispositivi Mac. Ottima per iniziare. La versione professionale e a pagamento è Final Cut Pro.

7_ Distribuzione

I canali di distribuzione video più efficaci sono YouTube e Facebook. Meglio tutti e 2. Pubblica su YouTube creando il tuo proprio canale video che si alimenterà nel tempo (ottimo anche per l’indicizzazione SEO) e condividi su Facebook.

Tieni presente il fattore tempo, YouTube funziona sul lungo perché rimane nelle ricerche mentre Facebook è premiante nel breve.

Con Facebook live potete anche girare in diretta, guadagnando in tempestività e freschezza/naturalezza (copione ovviamente stringato). Instagram stories (10 secondi) e i video su Istangram sono una valida alternativa, se il vostro target è giovane o più propenso all’uso di Instagram e alla condivisione di contenuti visuali. Usate Snapchat o anche i Video 360°: Obama ne ha fatto uno per fare un tour virtuale della casa bianca. Tenete sempre ben presente funzionalità della piattaforma e pubblico di riferimento.

Esistono anche i video interattivi ed i webinar… ma per questi dovrete aspettare il prossimo articolo.

Ok… ho finito… per ora.

Mi fai la cortesia di lasciarmi un commento e condividere questo contenuto, qualche tuo amico potrebbe essere interessato.

Grazie e a presto!

2 pensieri su “Video Marketing… è qui il futuro!