Come la consulenza Fitness incrementa i fatturati

Scopri come il fitness consulting può farti fare tanti soldi stravolgendo le tue convinzioni sulla gestione di una palestra.

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In questi 10 e passa anni, come consulente, ne ho sentite davvero tante.

L’errore più grande che un uomo può fare, è dire, a chi gli propone un cambiamento o un approccio diverso: “Ho sempre fatto così, perché dovrei cambiare?”

“Se fai sempre le stesse cose, otterrai gli stessi risultati” (Einstein)

Il secondo errore più grande è pensare: “Le ho provate tutte, qui non funziona nulla”

“scoprirai che molte delle verità che affermiamo dipendono spesso dal nostro punto di vista”. (Il ritorno dello Jedi)

Potrei andare avanti per ore e scrivere un libro sulle convinzioni limitanti dei titolari di palestre, che ho incontrato negli anni.

Oggi mi voglio limitare a dirti come un diverso punto di vista possa permetterti di fare le cose in modo diverso, per ottenere risultati diversi.

Un diverso punto di vista

“A volte, è sufficiente un cambiamento di prospettiva per vedere la luce” (Dan Brown)

Spesso siamo noi i nostri principali nemici, spesso siamo noi, mentendo a noi stessi, a non vedere quanto c’è da fare per renderci migliori.

La prima cosa che fa il tuo consulente fitness, entrando nel tuo centro, è offrirti dei feed back.

Se hai scelto bene e hai individuato un consulente valido, questi non può fare altro che criticare il tuo operato.

Se entrando non trova nulla fuori posto le cose sono semplici:

o tutto è perfetto e tu non hai bisogno di lui

o è incompetente perché non individua alcuna area di miglioramento

o è un adulatore e ricorda che…

“Gli adulatori somigliano agli amici come i lupi ai cani” (John Jay Chapman)

Raffaele un giorno analizzando il suo progetto mi disse: “ti chiameremo Mr. Feed Back negativi”. Io sorridendo risposi “meglio un feed back negativo oggi al costo di un briciolo del tuo amor proprio, piuttosto che ignorare un errore che pagherai fior di quattrini domani”.

Di una cosa sono certo, anche l’ultimo dei somari più darti un buon consiglio, basta aver la pazienza di ascoltare ed il coraggio di migliorare.

La differenza la fanno i dettagli

“Il diavolo è nei dettagli”. Motto di Toyota

Parlando con Emanuela, proprietaria di un Fitness Club e nel settore da 26 anni mi disse dopo una buona mezzora, che ci confrontavamo su quello che fosse utile fare per gestire al meglio una palestra: “Si… queste cose già le facciamo”.

Abbandonai il garbo diplomatico e lei chiesi: “Quante riunioni commerciali fai?”, Lei: “2 all’anno”, Io: “Dovresti farne una a settimana, il Lunedì mattina all’apertura del centro”.

E ancora: “Quanti Open day fai?”, Lei: “Uno a settembre”, Io: “il sabato?”, Lei: “Si”. Le ho risposto: “Dovresti farne tra i 6 e i 10 all’anno, e dovrebbero essere infrasettimanali. Noi di UP Soluzioni abbiamo scritto un manuale da 35 pagine per spiegare come fare un Open Day”.

Ricordo con un sorriso Carlo, un ISEF proprietario di un centro Fitness, il cui unico Open Day era un sabato la seconda settimana di dicembre. Gli dissi che quello non era un Open Day ma era una festicciola con taglio di panettone. Lui mi disse: “Si ma io non sono veniale, va bene così”.

Pochi giorni fa durante una riunione Guido, il direttore tecnico, iniziò a offrire consigli sull’organizzazione dei prossimi Open Day, criticando esplicitamente la nuova vocazione commerciale, per tornare verso il vecchio sistema organizzativo. Carlo, il non veniale, gli rispose: “Finché ogni Open Day fattura così tanto, vanno bene così”.

In ogni centro dove mi reco continuo a fare molte delle cose che abitualmente venivano fatte ma le faccio in modo diverso. A volte migliorare alcuni dettagli da risultati sorprendenti.

Cambia!!!

“Cambia, prima di essere costretto a farlo” Jack Welck

Se dovessi definire il mio lavoro oggi, lo chiamerei “Agente del cambiamento”.

Il mio scopo, come consulente, è individuare le aree di miglioramento e cambiare quei comportamenti o quelle procedure, che impediscono alla tua azienda o al tuo staff di essere pienamente performante.

La cosa più difficile è modificare le abitudini della proprietà del Fitness Club e del personale palestra, e solo una comunicazione convincente, la proiezione del traguardo futuro e tanta, tantissima costanza fanno si che un nuovo modo di fare trasformi dall’interno il centro.

Valentina, una delle professioniste che mi aiutano nel procacciamento e nello specifico nel telemarketing, una delle nostre prime interfaccia con il titolare di palestra, mi raccontava pochi giorni fa, quasi scorata: “Non riesco a capirli i titolari di palestra. Sembrano non interessati a fatturare di più come se fosse tutto perfetto, come se fosse impossibile fare di meglio e io fossi li solo a fargli perdere tempo”.

Spesso per pigrizia o per supponenza non si vuole uscire dalla propria aria di confort e si rimane comodamente sdraiati al sole, ignorando la strana risacca e l’onda anomala, che in lontananza si avvicina inesorabile. Alza il culo e corri prima che lo tsunami ti colpisca.

Ok… scusate, mi sono lasciato prendere la mano. L’immagine è troppo forte ma…

“Il cambiamento dovrebbe essere un amico. Dovrebbe accadere perché programmato, non a seguito di un incidente”. Crosby Philip B

Nessuno è profeta in patria

“Il computer più nuovo al mondo non può che peggiorare, grazie alla sua velocità, il più annoso problema nelle relazioni tra esseri umani: quello della comunicazione. Chi deve comunicare, alla fine, si troverà sempre a confrontarsi con il solito problema: cosa dire e come dirlo”. Bill Gates

Più di una volta da consulente mi sono ritrovato ad essere ambasciatore e/o ripetitore di idee e concetti, cari alla proprietà ma mai attecchiti all’interno dello staff del Fitness Club.

Spesso serve l’estraneo, che ammantato dall’immagine del professionista esterno, ottiene maggior credibilità dallo staff, rispetto ad una qualificatissima figura interna, delegittimata dalla confidenza o dalla quotidianità.

Spesso serve un approccio diverso, che apra nuovi e diversi canali comunicativi, rendendo un medesimo messaggio più comprensibile allo staff.

Spesso servono modi e sensibilità diverse, magari più distaccate e formali per dare la giusta importanza al messaggio.

Spesso un corso di formazione genera attese ed entusiasmi su cui una nuova quotidianità fa germogliare nuove pratiche e nuovi modi di comportamento.

Da consulente di fitness club SEMPRE mi accorgo che il problema non è mail la struttura con i suoi limiti, la concorrenza con le sue cattive maniere o la zona con le sue peculiarità ma solo il personale con le sue convinzioni.

Cambiare tali convinzioni è il principale scopo della consulenza fitness.

Quindi… se il tuo consulente si limita a farti fare promozioni, presentarti cataloghi con promo di vendita o poco altro… spediscilo e cambia.

M.

Spero ti sia stato utile!

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Manuel Salvi

UP Soluzioni – Fitness Consulting