@riminiwellness batte i guru americani del fitness

Il festival del Fitness si è chiuso tracciando la via italiana al fitness, con tante conferme e qualche novità.

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Rimini wellness ha chiuso con tanti record e una vistosa area di miglioramento.

A valigia rimessa in armadio, scaricata l’adrenalina e la stanchezza di Rimini, ti do la mia personalissima opinione di quanto visto in fiera…

Parto dall’area di miglioramento!

Rimini Wellness non è la FIERA del Fitness, è il Festival del Fitness.

In linea con il proprio nome, il target è soprattutto l’utente finale, in parte lo staff tecnico e quasi per nulla il titolare di palestra.

Cosa dovrebbe fare l’organizzazione per perfezionare questa lacuna è piuttosto semplice ed ora te ne parlo.

Venendo invece alle tendenze viste a Rimini e quanto queste si discostino dalle previsioni dei guru americani cito Woody Allen:

“Fare previsioni è difficile, soprattutto quelle che riguardano il futuro”.

I guru hanno tappato alla grande!!!

Prima che partisse il festival del fitness made in Italy, ho voluto curiosare fra i fitness trends made in USA, che ogni anno arrivano da oltre oceano, per verificare, con il senno di poi, se i guru a stelle e strisce avessero fatto bingo.

La 10° edizione del sondaggio “Worldwide Survey of Fitness Trends for 2016″ dell’American College of Sports Medicine pubblicato sul finire del 2015 ha azzeccato alcuni trend visti anche a Rimini Wellness ma è sembrato essere più la somma dei pareri dei professionisti americani, piuttosto che non la sintesi della domanda del mercato del fitness.

Cosa voglio dire?

Quando ogni anni ci arriva la classifica… noi italiani, di fronte al timbro di qualità DOGUSA… non sai cos’é? E certo, me lo sono appena inventato.

Di Origine Garantita made in U.S.A, ovvio no?

Dicevo… gli americani stilano la classifica e noi la prendiamo per oro colato. In realtà lo studio è un’intervista a 2800 professionisti americani.

Nello studio trovo 2 difetti di fondo.

  • raccoglie le opinioni degli operatori, punto di vista privilegiato ma errato, poiché spiega l’OFFERTA e non la DOMANDA.
  • dovrebbe interpellare l’utenza fitness vero indicatore della domanda

Rimini Wellness batte i guru americani, perché è la voce del popolo del fitness, gridata, strombazzata, sudata e soprattutto eccitata.

Rimini Wellness è l’immersione fra la gente del fitness, fra coloro che ogni giorno più di tutti vivono e testimoniamo il messaggio del fitness, con la loro energia, la loro voglia di fare e di divertirsi.

Rimini Wellness è fantastica ma… c’è una grossa area di miglioramento, che a lungo andare potrebbe divenire punto di debolezza.

Rimini Wellness non è la FIERA del Fitness, è il Festival del Fitness. In linea con il proprio nome il target è soprattutto l’utente finale, in parte lo staff tecnico e quasi per nulla il titolare di palestra.

Il consiglio che mi permetto di dare a @Riminifieraspa è di iniziare a coccolare anche quest’ultima categoria. Capisco che in termini di visibilità e record da demolire, 266.000 visitatori, e di prestigio anche locale per l’indotto generato su tutta la riviera, è prioritario mobilitare il popolo del fitness.

Sono però convinto che si possa soddisfare Club manager e proprietà di Fitness club, arricchendo ulteriormente l’offerta, senza perdere nemmeno un grammo di quanto di buono fin qui fatto. Parlando con i titolari di palestra molti mi hanno detto: “il solito casino e di novità ne ho viste poche” oppure “non so se l’anno prossimo torno” e ancora “meglio il FIBO, almeno quella è una fiera per operatori” ed anche “peccato che il Forum stia scomparendo perché…”; mentre tra i commerciali degli espositori ho sentito frasi come “ma siamo qui a fare cinema o a vendere?” e “contratti in fiera se ne firmano sempre meno.

Temo che l’epilogo di questa continua tendenza ad esasperare lo show, possa disincentivare alcuni espositori riducendo quindi l’appeal complessivo dell’evento.

Sono fermamente convinto che se Rimini Wellness dovesse arricchire l’offerta formativa e congressuale, sostituendosi al Forum di Bologna come leader in questa specifica tipologia d’offerta, farebbe bingo divenendo più attrattiva per le proprietà e quindi per gli espositori, che sono si felici di veicolari il loro brand al pubblico ma lo sarebbero ancor di più, se chiudessero contratti con chi poi “alla fin della fiera” fa gli ordini.

Veniamo ora invece a quanto visto…

La “wearable technology“ era la top one per i guru USA ed è stata protagonista anche a Rimini Wellness.

Al Wearable Technology Show di Londra il vincitore è stato MYZONE, presente presso lo stand Matrix con un mega monitor penzolante sopra le teste di tutti noi. Il sistema monitora lo sforzo. I dati raccolti divengono un sistema a punti chiamato MEP (Myzone Effort Points). I MEP sono assegnati per ogni minuto d’attività in base all’intensità ed evidenziati da un colore, il grigio (1 punto) se sei al 50-59% della tua frequenza cardiaca massima, il blu (2 punti) se sei tra 60 e 69%, verde (3 punti) da 70 a 79% mentre giallo e rosso fanno guadagnare 4 MEP al minuto. In pratica più alto è lo sforzo e più punti accumuli.

Technogym e Reebook hanno seguito l’esempio sviluppando sistemi simili per il Groupcycling ed il Crossfit.

Per Spartan Boxer, dovremo aspettare l’anno prossimo. Le prime mutande schermate della storia, per proteggere i gioielli di famiglia dalle radiazioni dei cellulari e del Wi-Fi a Rimini non si sono viste.

Parlando di tecnologia non si può non citare l’Immersive Fitness di LesMilles dove citando il sito: “si potrebbe scalare il lato di un ghiacciaio, fare uno sprint in mezzo a colate di lava o fare una prova a cronometro in una città futurista”. All’interno di un cubo di vetro e con un maxi schermo curvo l’esperienza visiva dovrebbe essere garantita. Non conosco il prezzo da listino ma chiedere non costa nulla, diceva Piera, mia nonna.

Il “Body Weight Training”, allenamento functional o a corpo libero piazzatosi secondo nella classifica americana è stato grande protagonista anche in riviera.

Un consiglio per risparmiare sulla pavimentazione in gomma della vostra nuova area functional? andate su Alibaba e fatevi spedire tutto direttamente dalla Cina.

A Rimini di soluzioni per riorganizzare la vostra sala attrezzi, creandovi uno spazio dedicato per l’allenamento a corpo libero, ne abbiamo viste di tutti i tipi e per tutti i portafogli.

I corsi, assenti d’eccezione per gli americani, sono stati assoluti protagonisti a Rimini Wellness, aggiudicandosi il primo posto per decibel, partecipazione ed calorie bruciate.

Si è visto veramente di tutto, forse troppo in termini di offerta. Io rimango convinto che se dovessimo teletrasportare dai lontani anni settanta una qualsiasi brava presenter e piazzarla in una delle nostre palestre oggi, avrebbe più successo di tante strampalate idee che nascono e scompaiono nell’arco di poche stagioni.

Di quanto visto a Rimini in offerta corsi cito il Burlesque ed il Country, lo ZUU che copia le movenze animalesche, il Boss Chick Dance Workout con cui si tiene in forma Beyonce; il Booty Barre, che mixa balletto e fitness; o le movenze derivate dallo Yoga di Da Silva, Personal Trainer di Madonna.

Se poi si parla di Yoga e Pilates abbiamo visto innumerevoli ibridi e figli, fatti a testa in giù Antigravity, al caldo Hot Yoga, con supporti strani quali tubi (Tube), tavole curve (Flyboard) e persino ridendo Yoga della risata. Interessante Intrinity con un ampia tavola in legno inclinata a 30°, molto versatile e soprattutto perfetta per compiere posizioni complesse anche per i meno esperti grazie all’ausilio della forza di gravità.

Il solito buon “vecchio” Fitness era presente con Technogym ed il suo tappeto Skillmill e soprattutto con le nuove bike per Group Cycle. Matrix punta a tre aree tematiche, ritenendo la specializzazione la scommessa da vincere per ogni Fitness club. I filoni individuati sono lo Sport Performance, l’Energy-Out e l’Energy-In; ognuno con rivisitazioni di attrezzi conosciute e nuovi ingressi.

ANIF oltre alla famosa legge in gestazione da circa 3 anni vorrebbe valorizzare il profilo accademico degli istruttori fitness, attraverso il riconoscimento europeo dei percorsi formativi seguiti nei Paesi di origine ed l’attestazione da parte di organismi affiliati a Europe Active, tra cui la stessa ANIF. Sarebbero previsti ben sei livelli di specializzazione. Devo ancora capire se il tutto è più utile all’ANIF per cannibalizzare le altre federazioni o ai tecnici (più costi e più studi) o all’utente finale (certificazioni dovrebbe voler dire più qualità).

Per quanto riguarda il Fitness anti age, devo essere sincero, non ho visto molto, forse perché distratto o forse perché Rimini Wellness è oggettivamente poco orientato ai senior. Quel poco che ho visto è Synergy Mat, una serie di pedane propriocettive, che simulano terreni differenti a diversi livelli di instabilità con materiali a spinta elastica in memory, ideali per un movimento a ridotto carico articolare.

Questo è quanto… questo è ciò che mi ha dato Rimini Wellness. Ovviamente è imperfetto e sintetico, ovviamente è la mia opinione.

Spero ti sia stato utile!

NB: leggiti anche “I 10 Fitness trends del 2016 VS Rimini Wellness”

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Manuel Salvi

UP Soluzioni – Fitness Consulting