I 10 Fitness trends del 2016 vs Rimini Wellness…

Il festival del Fitness confermerà i 10 trends made in USA per il 2016 o andrà controcorrente, con una via tutta italiana al fitness?

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Rimini wellness sta per aprire i battenti e metà 2016 se ne è già andato.

Ho voluto curiosare fra i fitness trends made in USA, che ogni anno arrivano da oltre oceano, per verificare, con il senno di poi, se i guru a stelle e strisce avessero fatto bingo.

Ma…?!?

La 10° edizione del sondaggio “Worldwide Survey of Fitness Trends for 2016″ dell’American College of Sports Medicine pubblicato sul finire del 2015 ha azzeccato alcuni trend anche italiani ma sembra più un fedele specchio del mercato made in USA, che un canovaccio del fitness globale.

A valigia per Rimini in fase di preparazione e giunti al giro di boa di questo 2016 ho voluto dirvi la mia, criticando un pochino i guru americani.

Guardiamoceli insieme e mi lanciamoci nell’ardua impresa di “giudicare” e anticipare ciò che vedremo a Rimini, sperando di non schiantarci contro un muro con qualche previsione bislacca.

Ma veniamo alla top 10 dei guru americani…

NB: se leggendo trovi che abbia sparato qualche valutazione che non condividi, mi raccomando, di la tua con i commenti a fine articolo. Mi piacerebbe avere un dialogo con tanto di contraddittorio.

1) La “wearable technology“ sembra sia divenuta l’assoluta protagonista del fitness, sia in positivo che in negativo. Avere un braccialetto, un orologio o un contapassi addosso è la nuova moda, che si sia veramente fitness o lo si faccia solo per essere cool. 2 miliardi di dollari sono stati spesi per la tecnologia indossabile nel 2015 e queste cifre sono date in crescita del 35% fino a tutto il 2019; quindi aspettiamoci nuove diavolerie.

Ad esempio ci sono gli Spartan Boxer, le prime mutande schermate della storia, per proteggere i gioielli di famiglia dalle radiazioni dei cellulari e del Wi-Fi. Io mentre vi scrivo indosso un Fitbit ed ho su un’app nel mio Iphone con tutte le misurazioni di tutte le performance sportive dell’ultimo anno, mentre le mutande per ora rimangono a tecnologia zero.

Al Wearable Technology Show di Londra il vincitore è stato MYZONE, un sistema di monitoraggio dello sforzo, estremamente preciso e dicono anche motivante. I dati raccolti divengono un sistema a punti chiamato MEP (Myzone Effort Points). I MEP sono assegnati per ogni minuto d’attività in base all’intensità ed evidenziati da un colore, il grigio (1 punto) se sei al 50-59% della tua frequenza cardiaca massima, il blu (2 punti) se sei tra 60 e 69%, verde (3 punti) da 70 a 79% mentre giallo e rosso fanno guadagnare 4 MEP al minuto. In pratica più alto è lo sforzo e più punti accumuli.

Non ho ancora capito cosa si vince raccogliendo punti ma sono sicuro che lo vedremo a Rimini in qualche stand. Spero non in quello dell’Esselunga!

2) Il “Body Weight Training”, allenamento functional o a corpo libero si piazza al secondo posto.

I Box Crossfit ufficiali in Italia sono 390 e dati in crescita. Una controversia scelta strategica della Reebok è di non concedere l’uso del brand Crossfit alle palestre, prendendone di fatto le distanze.

Nel frattempo in internet si trova di tutto, dallo ZUU Fit che riproduce le movenze degli animali con i “gli squat della rana” o “il passo da Iguana”; fino al Gladiator fitness e tante altre stravaganze.

Al FIBO gli espositori di pavimentazioni tecniche per il fitness erano super agguerriti. Le loro mattonelle ad incastro, possono creare specifiche aree per l’allenamento funzionale, con superficii calpestabili tematizzate in grado di convertire una normale pavimentazione in un vero e proprio attrezzo fitness.

Il sito di uno di questi fornitori parla di 600 possibili esercizi da eseguire su mattonelle disegnate appositamente. Il tuo problema invece sarà quello di trovare un istruttore, che si impari a memoria le 600 posizioni.

3) “High Intensity Interval Training” o allenamento intensivo in sedute estremamente brevi, per ottimizzare la scarsità di tempo della clientela. Anche in questo caso, nulla di nuovo. La durata della sessione va dai 4 ai 20 minuti ed è strutturata su 6–10 ripetizioni di esercizi ad alta intensità, intervallati a momenti di recupero nella misura di 2:1.

4) Il solito vecchio Fitness si difende rimanendo saldamente ancorato ai piedi del podio. Festeggiano il buon posizionamento le case produttrici di attrezzatura, che tra crisi e nuove tendenze fanno sempre più fatica a piazzare i quantitativi di ordini messi a budget. Secondo il “Worldwide Survey of Fitness Trends for 2016″  i più giovani rimangono comunque più orientati alla pesistica. Oggi, tuttavia, lo scenario sta cambiando poichè ci sono molti altri individui (uomini e donne, giovani e vecchi, bambini e pazienti con una malattia cronica) il cui obiettivo principale è l’utilizzo di pesi, anche leggeri, per migliorare o mantenere la propria forza. Più negli USA che in Italia, dico io, molti medici incorporano una qualche forma di allenamento con i pesi alle normali prescrizioni terapeutiche.

Ma i big del settore che fanno? Mentre Technogym sembra puntare tutto sulla performance anche di gruppo sia con Skillmill e soprattutto con Group Cycle, grazie alla connettività; Matrix sembra guardare al funtional training con il proprio Connexus.

5) La formazione e i percorsi accademici per professionisti del Fitness sembrano siano una tendenza forte soprattutto nel mercato del fitness americano, dove l’offerta formativa è molto più ampia, che da noi e soprattutto erogata da istituti certificati e non dalle sole federazioni. Non credo noi si possa vedere a Rimini lo stand di qualche università italiana. Te lo immaginate il magnifico rettore dell’Università Cattolica intento a pubblicizzare il proprio ateneo, stretto fra gli stand dei corsi in acqua o della Zumba?

6) Il servizio di personal trainer continua a resistere malgrado la crisi e le nuove tendenze. La clientela, sempre più esigente e sempre più informata, sembra meno interessata ad un fitness improvvisato fatto con schede d’allenamento scaricate da internet e desideri sempre più l’aiuto dell’esperto, sia in termini di tecnica d’allenamento che di motivazione e sostegno ad essere costanti.

Tendenza tutta americana e difficilmente reiterabile in Italia è quella dell’introduzione di una licenza per personal trainer. L’esperimento è partito in una serie di Stati quali Washington DC, California, New Jersey, Massachusetts, Georgia, e molti altri. Se Matteo Renzi dovesse introdurre la licenza per i PT italiani, rischierebbe veramente grosso con picchetti di Mr. Olimpia e lancio di pesi, altro che uova.

NB: la variante del PT Group è data all’undicesimo posto.

7) Il “Functional Fitness“ compare al settimo posto. Mentre gli americani distinguono marcatamente fra “Body Weight Training” e “Functional”, noi in Italia si fa un pò più confusione. La differenza dovrebbe stare nel fatto che il primo punta soprattutto allo sviluppo della forza facendo leva sul peso corporeo, mentre il secondo è più interessato ad equilibrio e coordinamento.

Non dubito che in una salsa o nell’altra, sia esso rivolto ai più giovani con un approccio molto strong oppure sia esso più soft con ritmi blandi ed un pò new age, questi sarà uno dei massimi protagonisti della Fiera di Rimini.

8) Il Fitness anti age per i più anziani è un trend importantissimo e sottovalutato. Da consulente per Fitness Club mi adopero molto perchè questi sia perseguito ed implementato.

Con il Fitness per i meno giovani, chiamiamoli così, non vorrei si offendano, ogni Fitness club raggiunge contemporaneamente 2 obiettivi:

  • Riempimento di fasce d’orario poco ottimizzate come la mattina ed il pomeriggio. I pensionati anche se giurano di essere super indaffarati possono liberamente frequentare negli orari dove la palestra è sottoutilizzata.
  • Capacità di spesa e numero: Rimangono coloro che hanno visto rimanere invariato il loro potere di spesa, sono molti e con molta necessità.

9) Il Fitness per perdere peso è un grandissimo classico. Io personalmente ritengo che la comunicazione dei Fitness Club sia sbagliata poichè spesso l’unico target che le palestre nostrane sembrano voler intercettare sono le donne sovrappeso; clientela che trovo assolutamente remunerativa e in forte crescita, se guardiamo le statistiche dell’Organizzazione Mondiale della Sanità e le percentuali di popolazione sovrappeso italiana.

Ciò che trovo errato è l’accanimento commerciale verso quest’unico target di clientela ed il metodo comunicativo che è ancora più sbagliato, poichè credere di essere attrattivi verso una donna sovrappeso mostrandole una fanciulla sgambata ed in eccezionale forma, affiancata dalla minaccia della “Prova costume”, forse non è la strategia migliore.

10) La famiglia dello Yoga con Power Yoga, Yogalates, and Bikram Yoga, Iyengar Yoga, Ashtanga, Vinyasa Yoga, Kripalu Yoga, Anuara Yoga, Kundalini Yoga, e Sivananda Yoga, sono un evergreen intramontabile, che poco hanno a che fare con il FESTIVAL del Fitness. Pensare che queste discipline compaiano a Rimini è come immaginare di vedere un tenore salire sul palco dell’Ariston durante il Festival di Sanremo.

PS: da notare che la classifica non riporta le attività di gruppo ed i corsi più o meno coreografati, che in Italia e a Rimini sono supergettonati.

Questo è quanto… a Rimini vedremo molto di più? Credo di si, basti pensare che i 10 top trends non misurano le novità, che se avranno successo saranno in classifica fra qualche anno.

Noi di UP Soluzioni abbiamo provato a prevedere dove stia andando il mercato del Fitness. Lo abbiamo fatto con un campione più ristretto dei 2.800 professionisti intervistati dall’American College of Sports Medicine.

La nostra ricerca, orientata ad individuare i trends futuri del mercato, ha obiettivamente evidenziato per l’Itala uno scenario differente da quello americano.

Confrontando le principali incongruenze fra la nostra ricerca e quella americana, quella che ci ha lasciato più di stucco è stato il totale disinteresse dei proprietari di palestre italiane su tutto ciò che è tecnologico mentre gli americani lo hanno sparato direttamente al primo posto.

Comunque… chi sarà a Rimini vedrà.

Noi saremo a Rimini Wellness dove presenteremo, con 3 interventi, i risultati di un percorso fatto lungo lo stivale in quest’ultimo anno, dove attraverso numerosi incontri e convegni, abbiamo intervistato i club manager ed i proprietari di palestre.

Se avrai voglia d’incontrarmi per scambiare due parole o di partecipare ai nostri interventi, mi troverai presso lo stand Matrix.

Giovedì 02 giugno ore 15.30

Venerdì 03 giugno ore 16.30

Sabato 04 giugno ore 11.00

PS: Non mancare!

Manuel Salvi

UP Soluzioni – Fitness Consulting